titolo: Bestia da stile
compagnia teatrale: I fiori di Ren
regia: Martina Marone
adattamento: Silvia Mericone, Rita Porretto
coreografie: Alessandra Furfaro
scenografia: Michela Cacciatore
costumi: Loredana Campus
audio e luci: Luca Cacciatore
ufficio stampa: Vanessa Bollar Maqueira
promozione: Claudio D'amore
interpreti: Francesco Marino, Antonelli, Alessandra Furfaro, Carlotta Gidaro, Martina Marone, Massimiliano Mosseri, Teodoro Patera, Valentina Stillo
rappresentato: 23/24 aprile 2009, Teatro di Tor Bella Monaca (Roma)
note: Liberamente tratto da "Bestia di Stile" di Pier Paolo Pasolini
"Bestia da stile" di Pier Polo Pasolini è uno spettacolo dove il Teatro è ciò che non è! Non è messinscena, non è personaggi, non è attori, non c’è né il gesto né l’urlo. A volte il testo potrà presentarsi anche violento o provocatorio in questo modo assolverà la funzione immediatamente culturale e critica.

Sono passati 35 anni dalla fine della stesura di "Bestia da stile"; oggi il contesto socio-culturale è cambiato, viviamo nell’era dell’industria culturale che vuole la massificazione della massa, e difficile diventa il sapersi appropriare di strumenti adatti a comprendere ed ad osservare con il proprio cuore. Chi ci riesce spesso vive una situazione di insoddisfazione verso una società che non lo rappresenta, una società che tende ad etichettare più che a lasciar essere. Chi è oggi l’intellettuale? Chi è oggi Jan?

L’insoddisfazione del protagonista il suo essere un estraneo nella sua terra nativa, la sua difficoltà di adattamento... siamo sicuri che Jan è solo l’attore che vediamo sul palco? A volte non c’è molta differenza tra chi osserva e chi è osservato... Quali sono le chiavi per affrontare la presa di coscienza individuale?

Non ci si può distrarre con "Bestia da Stile", i versi arrivano diretti verso chi ascolta: è un teatro da ascoltare e da vivere.

Attraverso le parole di Pasolini la regista non vuole dare risposte... pone domande e non si vergogna di mostrare... il resto lo farà lo spettatore!

Scarica ›› la drammaturgia originale scritta da Silvia Mericone e Rita Porretto.